16 Sep
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La certificazione del contratto di lavoro, è un procedimento amministrativo, che nasce su base volontaria delle parti stipulanti, ovvero, il datore di lavoro ed il lavoratore.

In pratica, grazie alla certificazione del contratto di lavoro, le parti in causa si assicurano che il contratto sottoscritto abbia i requisiti di forma e contenuto previsti dalla legge.

In questo modo, grazie alla certificazione dei contratti, mettendone nero su bianco tutti gli aspetti, entrambe le parti si assicurano di evitare eventuali futuri contenziosi.

Certificazione dei contratti di lavoro: novità introdotte dal “Collegato lavoro” Legge 183/2010

La certificazione dei contratti di lavoro, trova il suo fondamento legislativo grazie alla trasformazione in ( Legge n. 183/2010 ), avvenuta il il 4 Novembre del 2010, del documento tecnico “Collegato Lavoro”, entrato poi ufficialmente in G.U. il 09/11/2010.  

La ratio di tale Legge, è quella di garantire maggiori tutele alle parti stipulanti, in merito alle caratteristiche del modello contrattuale che verrà utilizzato dalle parti stesse.

Non a caso, il focus della Legge n.183/2010, si base sulla facoltà concessa alle parti di introdurre singole clausole all’interno del contratto di lavoro in cui “sia dedotta una prestazione di lavoro”.

Un altro importante aspetto sul quale volge l’attenzione la Legge n.183, è quello relativo alle tutele del prestatore di lavoro.
Infatti, grazie all’approvazione della Legge n.183, al prestatore di lavoro, viene concessa la possibilità di poter ricorrere all'arbitrato in forma preventiva, e non solo nel momento in cui dovesse sorgere una controversia con il datore di lavoro.

Di conseguenza, per controbilanciare tale prerogativa, sono stati individuati alcuni “freni” nell’applicazione di tale arbitrato. Infatti, il prestatore di lavoro, potrà far ricorso all’arbitrato solo al termine del periodo di prova, o quantomeno, non prima del 30° giorno effettivo di lavoro.

Chi effettua la certificazione dei contratti di lavoro?

La certificazione dei contratti di lavoro viene effettuata da specifiche commissioni di certificazione, le quali possono essere costituite dai seguenti organi:

  • enti bilaterali, costituiti a livello provinciale o nazionale. 
  • sedi territoriali dell’Ispettorato del lavoro e delle province;
  • università pubbliche e private;
  • consigli provinciali dei consulenti del lavoro. 

Come certificare un contratto di lavoro?

Per avviare la procedura di certificazione dei contratti di lavoro, la prima cosa da fare è quella di redigere un’istanza, che dovrà essere firmata da entrambe le parti, ed inoltrare il documento alla commissione di certificazione competente.

Qual è la commissione territoriale a cui fare riferimento?

Ente bilaterale

Se le parti decidono di affidare la pratica ad un ente bilaterale, allora dovranno inoltrare l’istanza all’ente bilaterale di categoria. 

Ad esempio, se il contratto in questione è classificato nella categoria metalmeccanici, la commissione di certificazione a cui fare riferimento, sarà quella costituita presso l’ente bilaterale di categoria per metalmeccanici, ovvero l’ E.B.M. (Ente Bilaterale Metalmeccanici).

Sedi territoriali

Se invece, le parti vorranno avvalersi di sedi territoriali dell’ Ispettorato del Lavoro o delle province, la commissione di certificazione di riferimento, sarà quella nella cui circoscrizione si trova l’azienda per la quale il lavoratore presta servizio.

P.S.

Nel caso eccezionale in cui, il datore di lavoro abbia sedi in diverse province e/o regioni, la commissione di certificazione del lavoro competente sarà quella istituita presso il Ministero del Lavoro.

Come funziona il lavoro della Commissione?

Una volta che la Commissione di certificazione dei contratti di lavoro avrà ricevuto l’istanza, il suo ruolo sarà quello di ascoltare le parti, le quali, se lo vorranno, durante la fase interlocutoria, potranno richiedere anche il supporto dell’ associazione sindacale (o di categoria) a cui appartengono.

Quindi, dopo aver ascoltato le parti, la Commissione sarà chiamata a verificare, se il tipo di contratto, per il quale è stata richiesta la certificazione, rispetti i requisiti previsti dalla legge. 

Nel caso in cui il documento non rispetti tali requisiti, la Commissione si pronuncerà in modo negativo, respingendo l’istanza di certificazione del contratto con atto di diniego, indicando quali siano le modifiche da effettuare al documento, affinché possono essere sanati gli aspetti non conformi alla legge.

Se invece, la Commissione si dovesse esprimere con esito positivo, l’istanza sarà approvata, e di conseguenza, si potrà procedere direttamente con la certificazione del contratto di lavoro.   

Infine, il documento dovrà essere redatto in triplice originale, così che tutti e 3 gli attori ne posseggano una copia originale.

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